Iron, Leather & Fine-Art Photography

Moto Guzzi V7 Classic


Se abitate in Friuli (o nelle vicinanze) e siete motociclisti, probabilmente oggi eravate tra la miriade di due ruote radunate a Percoto (UD) per il 26° Motoraduno di Primavera, organizzato dal Motoclub Morena.

Alla ricerca di qualche mezzo meritevole di essere immortalato mi sono imbattuto nello stand della concessionaria Moto Guzzi di Monfalcone (GO) che offriva test-drive con alcuni mezzi della gamma 2011.  Non nascondo il mio debole per la V7 Classic in versione Cafè Racer (assolutamente nella colorazione Verde Legnano) e vedendola tra le moto testabili non ho resistito. Peccato che la prova si potesse effettuare solo con la (quasi) gemella V7 Classic (in un elegante bianco perlato): le due sorelle si distinguono sostanzialmente per pochi particolari, i più evidenti sono certamente sella lunga e biposto, manubrio alto e scarichi con inclinazione lieve (per la Classic). Mono-sella, semi-manubri inclinati e scarichi che puntano maggiormente verso l’alto (per la Cafè).

Seguendo il consiglio di un collega motociclista prendo una strada defilata per uscire dalla ressa del raduno e godermi un po’ la V7. Incappo però in una strada sterrata, reduce delle piogge dei giorni scorsi e irrimediabilmente fangosa (c’era perfino un’auto impantanata che mi ha chiesto aiuto, per darvi un’idea). Niente di meglio per testare l’agilità della Classic.  Le ruote alte, si sa, danno sicurezza e unite a una posizione di guida assolutamente naturale, un motore docile e un peso-piuma (182 kg) rendono questa V7 una moto portabilissima anche dai meno esperti.

Oltrepassati i campi arriva finalmente un po’ di asfalto.  La Guzzi è davvero piacevole, il motore frulla tranquillo fino ai 4000 giri per poi vivacizzarsi attorno ai 5000 (e oltre). La spinta non strappa certo dalla sella ma è più che sufficiente per divertirsi in sicurezza. Ricordiamoci che è comunque un mezzo turistico che richiama il passato. Chi cerca la prestazione magari può provare, rimanendo a Mandello, la più aggressiva Griso.

Il serbatoio profilato con le classiche scanalature per alloggiare le gambe e le pedane arretrate fanno venir voglia di osare in curva. Certamente l’allestimento Cafè Racer (soprattutto grazie al manubrio basso e stretto) darà maggiori soddisfazioni a riguardo. La frenata è buona, dà sicurezza sia all’anteriore che al posteriore.

Unica pecca, parere personale (e quasi sicuramente dettato dal guidare una moto assolutamente nuova), nel cambio. In scalata mi è sembrato parecchio impreciso, soprattutto quando c’era da scalare più marce per una frenata rapida. Il comando va lasciato tornare indietro fino all’ultimo millimetro pena un ridicolissimo scalciare a vuoto verso il basso per tentare di ingranare i rapporti inferiori. Anche nell’inserimento della prima marcia (dalla folle) ho avuto spesso dei dubbi. Vuoi la mancanza del tipico “sclack”, vuoi l’assenza di sussulti, non ero mai certo di essere davvero in prima. C’è sempre la spia sul cruscotto, se proprio vi dovesse venire il dubbio! (che schiappa di motociclista, voi direte!).

In conclusione: una moto facile, agile, divertente e ricca di stile. Il bicilindrico 750 è a prova di bomba ed è pure un piacere per gli occhi. La versione Cafè è certamente quel qualcosa in più, che non mancherà di strappare qualche sguardo invidioso (o nostalgico) ai nonni seduti fuori dal bar.

Una Risposta

  1. cicccc

    ..Mi hai fatto venire voglia di imparare ad andare in moto🙂
    Great Job!
    \m/

    20/03/2011 alle 9:00 pm

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