Iron, Leather & Fine-Art Photography

On the Road: attorno al Tagliamento


Chi conosce il Friuli conosce probabilmente la completa varietà di paesaggi e ambienti di cui è composto. Dalla laguna alle Alpi Carniche, passando per infinite colline e aree altrettanto vaste coperte da soli ciottoli di fiume.

Oggi voglio suggerirvi questo itinerario di circa 60km, che forse molti di voi hanno già battuto chissà quante volte e che probabilmente, in piccola parte, percorrono per raggiungere l’annuale Biker Fest di Osoppo (UD).

Questa è la mappa:

Partenza dalla Siena del Friuli: San Daniele. Potreste anche semplicemente arrivarci e passarci dei giorni interi, esplorando i saliscendi, le mille osterie, le degustazioni, e così via, ma oggi è il punto di partenza (l’arrivo è vicino, se voleste tornarci!)

Piazza del Duomo, sulla sinistra la biblioteca Guarneriana

Puntiamo verso Nord, direzione Osoppo. La prima tappa che voglio proporvi è forse inusuale ma potrebbe regalarvi un piccolo pezzo di America selvaggia proprio nel cuore industriale del Friuli. Poco prima dello stabilimento Pittini (impossibile non notare il fumo bianco delle ciminiere accese 24/24), all’altezza dello svincolo per l’autostrada  A23, guarate alla vostra sinistra. Dovrebbe cadervi l’occhio su una ex casa cantoniera ormai in disuso. Se non siete miopi leggete i nomi delle vie: via Molino del Cucco è la laterale sinistra da imboccare. Attraversate le rotaie e svoltate subito a destra. Proseguendo fino al termine della strada asfaltata vi troverete di fronte a un’infinita distesa verde incorniciata dalle montagne.

Non c’è qualcosa di preciso da vedere, fatta esclusione di quell’evocativo albero morto in mezzo al nulla, ma posso assicurarvi che sarete tentati di distendervi su quell’erba e dimenticarvi del tempo.  C’è spazio per far decollare un aereo e nessuno verrà a disturbarvi. Una coperta nel borsone della moto, pronta a farvi da giaciglio, può sempre essere utile.
Che sia passato un minuto o 2 ore, torniamo in sella. Sempre verso Nord, sempre verso Osoppo. Non mancherete di notare il parco del Rivellino, sede della famosissima Biker Fest di metà giugno. Proseguite fino alla frazione di Pineta e seguite le indicazioni per Bordano, famosa per la casa delle farfalle e per i muri dipinti delle sue case. Qui il paesaggio comincia a farsi montano, l’asfalto diventa tortuoso, si incontrano i primi tornanti e la sensazione di trovarsi in posti un po’ dimenticati da Dio si fa strada. Bordano e la sua frazione Interneppo sono separati da qualche chilometro di curve più o meno impegnative ma visivamente si assomigliano molto. Il tema delle case decorate è comune e trasporta i passanti in un bizzarro contesto quasi fiabesco. Gli scorci meritevoli di una foto sono infiniti.

Uscendo da Interneppo non potrete evitare di notare un enorme specchio d’acqua poco sotto di voi. E’ il Lago di Cavazzo (o Lago dei 3 Comuni), spettacolare bacino naturale nonchè il più grande del suo genere in Friuli.
Dalla terrazza panoramica posta proprio sull’incrocio delle strade principali vedrete l’autostrada che porta ogni anno milioni di appassionati verso la meta austriaca di Faak Am See per l’annuale raduno Harley-Davidson sulle sponde dell’omonimo lago.

 

Lago di Cavazzo

Scendete verso sinistra fiancheggiando il lago e, se siete nella bella stagione, non mancheranno di certo i bagnanti che si godono il sole sulle rive (a tratti sabbiose) del bacino idrico. Con molto coraggio (diciamo coraggio di fare footing) potreste anche percorrerne tutto il perimetro a piedi sui percorsi circostanti.
Continuando, occhio al curvone (sinistra) micidiale alla fine del rettilineo che costeggia il lago, non vi vorrei sulla coscienza! Un altro paio di lunghi rettilinei, di cui il primo parallelo all’autostrada, vi portano alla prossima tappa di questo road book friulano. Peonis è niente più che un paesino di 3-400 anime, frazione di Trasaghis, e per quel che ne so non nasconde molto di spettacolare. Almeno finchè non lo si è percorso tutto.
Appena superata l’ultima abitazione buttate l’occhio sulla collina che scorre alla vostra destra: noterete un vecchio muro di cinta in sassi, ormai semi crollato. Percorrete ancora qualche metro e sempre sulla destra, in alto, noterete due costruzioni fatiscenti sempre in pietra, arroccate su una pendenza non indifferente. Chiedendo informazioni a una signora del luogo scopro che le mura delimitavano i sentieri che portavano (al tempo) i contadini e i pastori dal paese sul monte. Lasciate la moto dove potete e raggiungete a piedi le costruzioni di cui parlavo. In paese non c’era spazio e le stalle (questo è ciò che erano) le facevano li. Si intuisce che non fossero abitazioni ma non è sempre ovvio l’utilizzo a cui erano adibiti certi edifici.  Una volta giunti in cima guardate di fronte a voi. Tagliamento da una parte, montagne dall’altra. Già mi par di sentire nelle orecchie “Il Mio Canto Libero” di Battisti.

Il fiume Tagliamento dalla collina vicino Peonis. In primo piano una ex stalla ormai in disuso.

Costruzioni arroccate sotto la montagna a Peonis

Ciò che resta dei sentieri che dal paese di Peonis portavano sulla montagna

Il viaggio non è finito. Proseguiamo per la strada fino a raggiungere un altro stupendo e minuscolo specchio d’acqua incastonato (si può proprio usare questo verbo, visto l’acqua color smeraldo) nella roccia: il lago di Cornino. Nutrito da falde sotterranee, il lago mantiene per tutto il corso dell’anno una temperatura di 8°-9° e una limpidezza tale da rendere i fondali visibili in qualsiasi suo punto. Potete godervelo dalla strada (in alto) o dalle sponde rocciose raggiungibili da una stradina bianca poco più giù.
Purtroppo è anche il posto ideale per farvi fregare tutto. Occhio a cosa lasciate incustodito. Brutto da dirsi ma uomo avvisato…

L'acqua cristallina del lago

Proseguite in direzione Flagogna, superatela e dirigetevi verso Pinzano. Svoltate a sinistra in direzione San Daniele e sarete quasi arrivati alla fine di questo percorso. Il maestoso ponte sul Tagliamento prima di Ragogna (ponte di Pinzano) vi dà un’anteprima dell’ultima tappa. Fermatevi pure e guardate a destra. Chi non ha mai sentito parlare della “Tabine” ?
Luogo di infinito relax, oasi verde sul Tagliamento, località di villeggiatura estiva per antonomasia, siete arrivati a Villuzza, frazione di Ragogna. Per tutti quelli del luogo, semplicemente “in Tabine”.
Che vogliate solo bere qualcosa al chiosco o rifocillarvi alla grande con ottime grigliate nel ristorante a fianco, siete nel posto giusto. Sperate che rimanga qualche ora di sole dopo questo piccolo itinerario che vi ho suggerito e potrete godervele distesi in riva al fiume o semplicemente sull’erba della Tabine. Le foto non rendono giustizia alla bellezza e alla pace del posto.


Da qui in poi la scelta è vostra. Chiudere il viaggio in questo paradiso ai bordi del Tagliamento o, se preferite, ritornare a San Daniele e godersi l’immancabile degustazione di prosciutto accompagnato da qualche bicchiere di vino autoctono.

In ogni caso, ci vediamo sulla strada…

 

 

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