Iron, Leather & Fine-Art Photography

Mandello Bobber


Chiunque di notte si rivolti nel letto sognando corti parafanghi posteriori aderenti al pneumatico, gomme white-wall, mono-sella su molle e manubrio apehanger sa in cuor suo che raggiungerà il nirvana quando avrà realizzato il suo progetto sulla base di una stupenda Harley-Davidson.
C’è invece chi sogna le stesse cose ma in modo tale da rendere omaggio a un marchio storico del belpaese: Moto Guzzi.
Ed ecco come nasce, da sogni disturbati e visioni mistiche, questo esemplare unico battezzato “Mandello Bobber” dal suo creatore e proprietario.

E’ impossibile farlo passare inosservato questo allucinante bobber su base California Stone. Sembra un mezzo da guerra, pronto a lanciarsi in terreni fangosi e sputare fiamme dagli scarichi neri opachi gemellati che puntano verso l’alto. Ha l’aria di essere tutto fuorchè un rigido bobber da highway americana, probabilmente perchè l’animo italiano conosce bene la varietà di strade e sentieri impervi che potrebbe dover affrontare nel nostro paese.
L’elenco delle modifiche è a dir poco sterminato e parte da una sostanziale modifica al telaio che alloggia un (nascostissimo) mono-ammortizzatore  Ohlins, vera sospensione posteriore al contrario delle due esterne (rubate a una V-Max) che fanno tanto off-road ma in questa preparazione aiutano poco più che per l’estetica.
Il serbatoio arriva dalle cugine americane Harley e a occhio e croce è il classico modello FatBob con tappo su entrambi i lati. Il tutto impreziosito da una speciale fascia in cuoio centrale in cui è ricamato il nome della moto.
I parafanghi derivano dagli originali ma hanno subito una evidente cura restringente, la sella su molle è rivestita in pelle di anguilla, collettori (artigianali) e barre paramotore sono rivestiti con bende termiche. Gli pneumatici, montati sui cerchi originali verniciati in nero, arrivano direttamente da una BMW GS.

Gran parte del lavoro è artigianale e ci si è avvalsi di esperti solo per le operazioni più tecniche o impossibili da realizzare in casa. Tanto di cappello, dico io.
Le modifiche continuano con la borsa laterale in cui è nascosta la batteria, le pedane passeggero tipo touring, portatarga laterale con fanalino dal look vintage, soffietti sulla forcella anteriore, manubrio apehanger, frecce billet nere, mini sissy-bar tipo Wide Glide, contakm e tachimetro in un unico, piccolissimo, strumento. E avanti così, non saprei nemmeno come citarle tutte.
Gran parte dell’impianto elettrico è alloggiato nel barilotto in cuoio sopra il fanale anteriore. Geniale.



Che ci crediate o no, la lista delle modifiche è ancora lunga ma non andrò oltre.
Mi limiterò a farvi notare come tutto sia stato realizzato con una cura maniacale dei particolari e con grande armonia dell’insieme. Questo bobber Made in Italy è un esemplare unico (e direi inimitabile) che merita di essere ammirato in ogni suo piccolo dettaglio e ancor di più merita di essere guidato su qualsiasi terreno.
E senza nemmeno preoccuparsi delle forze dell’ordine visto che il mezzo in questione ha appena passato la revisione ed è in piena regola.

P.S.
Ed è pure in vendita.

21 Risposte

  1. Phantom

    Nooo…ho le visioni??? Da Guzzista dico, finalmente si vince una certa ritrosia verso la modifica radicale, propria del guzzista tipo e favorita dalla drammatica assenza di tutto quel ben di Dio su cui può contare il mondo Harley…certo, latita anche la quantità di pecunia in genere, ma c’è anche il grande orgoglio, propio quello da cui tutto partì un tempo…ragazzi con tante idee, poche parti, garage e granai, qualche moto di ennesima mano e una febbre di cavalcare un mezzo bello e personale: è l’epopea del bobber e del chopper, baby…
    E che risultati, guarda un po’ qui…è qualche tempo che ne vedo in giro sempre di nuove…di qualcuna posso anche fornire la foto che ho conservato, come santini elettronici….se poi si guarda solo di recente alla fiera di verona cosa ne è venuto fuori, Mandello Raw Power in testa, che ha preso parecchi premi e copertine di riviste, anche all’estero….
    Mandello rules, scusate la partigianeria….

    14/04/2011 alle 9:26 pm

    • Luca

      Avevo già visto le foto che giravano in rete mentre la “Mandello Raw Power” veniva preparata…
      Moto straordinaria come solo grandi professionisti sanno costruire…!!!

      14/04/2011 alle 10:34 pm

  2. Luca

    forse sono di parte ma….. è straordinaria!..

    14/04/2011 alle 10:13 pm

  3. Phantom

    condivido su tutta la linea……sul blog dedicato dai ragazzacci che l’hanno fatta ho seguito anch’io la costruzione e averla vista “live”… una vera lakester…….

    14/04/2011 alle 10:47 pm

    • Lica

      Peccato non averla vista dal vivo… Qui in Italia siamo poco abituati, anche se si tende a renderle cafè racer.. Peccato!.. Abbiamo delle basi (Guzzi) che fanno invidia a tanti… Peccato che fanno gola solo ai tedeschi..

      14/04/2011 alle 11:02 pm

  4. Phantom

    Già, già, ti assicuro da andare in deliquio…
    per amicizia e frequentazioni di viaggi in kartofenia ed altri paesi ho visto spesso sui telai “Tonti” (V7 sport e successivi) che razza di cafe racer e specials sono in grado di fare….senza parlare dei V7 che a camionate si sono portati via a pochi soldi alle aste pubbliche, salvo poi rimpiangerle…
    Negli states Ambassador e Eldorado ben restaurate costano mediamente più delle Harley, e stanno diventando sempre più ricercate….
    Certo che si esplorasse la via al bobber/digger con più convinzione, anche su mezzi più recenti…
    Per chiarezza, adoro anche le HD, fino agli shovel diciamo, oltre che le Guzzi, che mi sono entrate nel sangue…. io viaggio su V7 per precisa scelta, è la mia prima ed unica moto, ad oggi…
    Speriamo che anche grazie ai blog la consapevolezza anche qui aumenti….

    14/04/2011 alle 11:19 pm

    • Luca

      V7 dovrà essere la mia prossima moto.. Mi piacciono molto anke le HD .

      14/04/2011 alle 11:45 pm

  5. Phantom

    Condivido,buona caccia al V7! Tempo fa ho provato un’Electra Shovel 1200 e mi sono trovato tutto sommato molto bene…sarà che sono abituato alla mia….
    meno male che al momento devo stare abbottonato, sennò…..

    15/04/2011 alle 8:12 am

  6. cicccc

    Che bestioneo_O

    15/04/2011 alle 9:24 am

  7. Phantom

    Il bello è quello…moto de panza, moto de sostanza….anche se è un bobber….

    15/04/2011 alle 5:09 pm

  8. giusto!!!… tutta sostanza….!!!

    15/04/2011 alle 5:23 pm

  9. se può essere d’aiuto, ecco come canta questo mio bel giocattolino:

    15/04/2011 alle 6:47 pm

  10. Phantom

    Ahhh, che musica, maestro…..continuo ad ascoltarlo……complimenti bello, una vera goduria….ed è in vendita….i motivi sono personali, ovvio, ma…dolore, graaande dolore, immagino….

    15/04/2011 alle 7:39 pm

    • si! grande dolore ma motivi personali mi obbligano a farlo…
      spero solo che la prenda una persona che ami prima di tutto le “moto guzzi”…

      15/04/2011 alle 8:13 pm

      • danilo

        ciao non faccio altro che ammirare la tua creazione e nei miei programmi farne una simile ma non ho idea dei costi mi aiuteresti a capire a quanto ammonta la spesa di una preparazione come la tua…e tra l altro a quanto la vendi ho l’hai venduta? grazie ancora

        18/09/2014 alle 4:22 pm

  11. Phantom

    Sopratutto un innamorato delle Guzzi….

    15/04/2011 alle 8:49 pm

  12. you have got an ideal blog here! would you like to make some invite posts on my weblog?

    07/11/2011 alle 4:19 pm

  13. Palamita

    Se la moto è anora in vendita … contattami

    rosadelborneo@gmail.com

    06/02/2012 alle 8:09 pm

  14. paolo

    Grande…anzi grandissimo…mi fai veramente invogliare….si le harley sono la storia di un mito nato tantissimi anni fa….ma qui ora io per la primissima volta vedo che anche noi italiani possiamo essere capaci di creare dei grandi miti se solo lo volessimo,perche questo ne è l’esempio…e dobbiamo credere di più nel nostro potenziale…nelle nostre capacità,nella nostra inventiva…ne siamo capaci….anzi io credo che non ci sono tante persone che ci possano battere,noi tantissimi annio fa eravamo migliori in tutto e i giapponesi tanto per dirne una venivano a strapparci le idee di come si facevano le moto…come ad esempio la primissima 4×4 l’abbiamo inventata noi…come ad esempio dopo che abbiamo stravinto con la lancia delta…i giapponesi si sono presi il nostro motore e lo hanno studiato a fondo per trarne le migliorie tecniche e reinventarne un altro nella subaru…be scusate. la moto mi piace molto e desidererei saperne il prezzo se possibile…grazie…complimenti a chi pensa che soltanto l’erba del vicino è sempre più verde…qualche volta la nostra è più verde è soltanto che non riusciamo a scorgere il verde che è nascosto in noi che fa riscoprire o meglio scoprire la bellezza e la forza che si cela dietro ad essa. paolo da perugia

    20/03/2012 alle 5:27 am

    • Sono d’accordo con quello che dici, ma sostanzialmente è un discorso molto semplice: ci affascina ciò che è esotico, quindi ciò che proviene da “fuori”.
      Riguardo alla trazione integrale però non abbiamo inventato niente. Se proprio vuoi la storia, nel 1903 la Spyker (olandese) ha creato la prima auto a quattro ruote motrici.

      La moto non è mia, io sono un blogger e pubblico articoli. Il proprietario è luca.semeraro-1970@poste.it, devi rivolgerti a lui per sapere se è ancora disponibile!

      20/03/2012 alle 9:21 am

  15. Scusate ho scritto ora a Luca Semeraro…questa moto è straordinariamente orgoglio italiano….chissa’ se esiste ancora la moto e con chi posso mettermi in contatto per crearne una in caso non esistesse piu’!

    10/08/2015 alle 3:44 pm

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